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Usare al meglio i contenuti visivi delle slides

Consigli pratici per migliorare le slides #2 - Colori, immagini e tipografia

Nell’ultimo post vi abbiamo dato un paio di suggerimenti per migliorare i testi delle slides, oggi parliamo invece dell’uso efficace degli elementi grafici al loro interno.

Anche per questo articolo, il nostro proposito è offrire dei consigli pratici e immediatamente applicabili anche da chi non abbia conoscenze approfondite in materia. Partiremo perciò con un’analisi delle pratiche inefficaci che abbiamo visto in giro più spesso e proporremo le soluzioni più semplici per arrivare all’obiettivo: progettare slides capaci di esaltare la nostra presentazione e di rendersi davvero utili all’uditorio.

Elementi visivi sovrabbondanti e incoerenti

Il miscuglio di stili diversi può risultare interessante se gestito con intenzione e consapevolezza da un designer di talento, ma per noi “comuni mortali” l’impresa è inutilmente rischiosa (e molto dispendiosa in termini di tempo).
L’affollamento di tanti font e colori, così come l’abbondanza di animazioni ed elementi in movimento, può trasmettere un senso di trascuratezza e disordine; il vero problema però è che complica l’esperienza dell’uditorio, perché rende meno intuitiva la gerarchia dei contenuti e distrae le persone che dovrebbero restare concentrate sulla nostra presentazione.

Font e colori

Se potete fare affidamento sulle linee guida del manuale di immagine coordinata della vostra azienda non avrete l’imbarazzo della scelta, almeno per quanto riguarda i colori e i font da usare. Diversamente, dovrete pensare voi a scegliere e a personalizzare un template.
In questo caso, non perdete tempo a destreggiarvi mille colori e mille font: investitelo in fase di progettazione per selezionare per selezionarne pochi ma adatti al vostro scopo: in linea di massima, uno o due font e due o tre colori sono più che sufficienti per qualsiasi presentazione.

Animazioni

Anche le animazioni vanno usate con parsimonia, riservandole ai rari casi in cui servono a comunicare meglio.
Per esempio, un’animazione che si attiva al click del mouse per evidenziare le diverse fasi di un percorso mano a mano che procediamo a descriverle può funzionare come una specie di mappa, aiutando i partecipanti a seguire il nostro discorso. Un’animazione meramente decorativa, al contrario, potrebbe attrarre l’attenzione su elementi che forse non sono particolarmente importanti, ma che risultano molto vistosi per effetto del movimento.

Il primo esempio mostra una soluzione inutile e controproducente: tutti gli elementi sullo schermo sono animati, sempre in modo diverso, senza un obiettivo preciso verso cui convogliare l'attenzione del pubblico. L'esempio 2 presenta invece un uso dell'animazione più consapevole; la transizione non è indispensabile, ma almeno non è dannosa, perché i tre fondamentali "magneti" dell'attenzione (grandezza, colore e movimento) orientano il pubblico verso l'elemento più importante di ogni slide.

In conclusione: le animazioni e le transizioni possono essere utili, ma i casi in cui si rendono davvero “indispensabili” sono estremamente rari. Se vi piace l’idea di usarle, vi consigliamo di classificarle come attività “non urgente e non importante”, da fare come ultima cosa, se e quando avrete tempo.

Testi difficili da leggere e contrasto insufficiente

A parte il fatto che le condizioni di luce, nell’ambiente in cui terrete la vostra presentazione, potrebbero essere diverse da quelle che vi aspettate, non è detto che tutte le persone presenti abbiano le stesse capacità visive. Ecco perciò alcuni accorgimenti che potete utilizzare per rendere più rilassante l’esperienza del vostro pubblico.

1. Preferite i font di facile leggibilità rispetto a quelli più bizzarri e “arzigogolati”: la semplicità di lettura è un criterio molto più importante dell’originalità, perché il vostro obiettivo è produrre materiali utili, non mirare a uno specifico impatto estetico.
Scegliete quindi caratteri ben spaziati ed evitate di usare i pesi più sottili (es. Light, Extralight, Hairline), specialmente se il testo per cui vorreste usarli non è enorme.

2. Mirate a ottenere un alto contrasto tra il colore dei testi e quello dello sfondo.

3. Quando è possibile, tenete in considerazione l’illuminazione e la vastità dello spazio in cui presenterete.
Anche se non presentate in un teatro, le persone potrebbero avere difficoltà a decifrare i testi da lontano. Le aule di formazione, ad esempio, sono spesso piuttosto grandi e può esserci anche molta distanza tra lo spazio di proiezione delle slides e le persone sedute in ultima fila. In linea di massima, se usate i caratteri più grandi che potete permettervi, non dovreste avere problemi.

Questo articolo su Smashing Magazine - che contiene molti consigli per realizzare una presentazione più inclusiva - suggerisce di usare sfondi scuri e testi chiari se l’ambiente in cui si presenta sarà buio.

Immagini che non funzionano

Troppe immagini, troppo piccole

Come nel caso dei muri di testo e dei punti elenco, trovarsi a dover gestire molte immagini è spesso il sintomo di un problema di progettazione: se sentiamo il bisogno di inserire così tanti elementi grafici nella stessa slide, probabilmente è perché stiamo cedendo all’impulso di sovraccaricarla di concetti.
Inserire troppi contenuti nella stessa slide non è mai una buona idea, ma nel caso delle immagini abbiamo un motivo in più per evitarlo: più elementi inseriamo, più saremo costretti a ridurne le dimensioni, mettendo a rischio la comprensibilità e/o la memorabilità della risorsa che stiamo usando.

In una slide efficace, un’immagine non dovrebbe servire a combattere la paura dello spazio vuoto, ma a veicolare un messaggio, a raccontare una storia o a trasmettere un’atmosfera. Se l’immagine non è ben “decifrabile” da tutti i partecipanti alla presentazione - inclusi i più lontani dalla posizione dello speaker - diventerà solo un elemento di disturbo, puro rumore intromesso tra noi e il nostro messaggio.

Se avete bisogno di un elemento grafico che stimoli lo stile di apprendimento visivo del vostro uditorio ma non avete a disposizione molto spazio, considerate la possibilità di usare icone invece di immagini.
Pacchetti di icone anche molto grandi possono essere acquistati a prezzi accessibili su praticamente tutti i più noti siti di stock, ma esistono anche progetti come flaticon, che permette l’uso gratuito di un enorme archivio di icone a patto di attribuirle all’autore con le modalità indicate nella licenza.

Immagini di scarsa qualità, della risoluzione sbagliata o ridimensionate male

Una credenza abbastanza diffusa vuole che ogni slide abbia bisogno di “almeno un’immagine” e che un’immagine - qualsiasi immagine, anche se bruttina, perfino se scaricata da google all’ultimo momento - sia “sempre meglio di nessuna immagine”.
Che le immagini vengono ricordate meglio delle parole è indubbio, tuttavia perché il gioco funzioni è necessario anche che le immagini in questione siano attinenti al contenuto trattato, che non siano l’equivalente visivo di un luogo comune e che rispettino un minimo standard di qualità.

Le immagini “scaricate da Internet” non sono in grado di garantivi la qualità minima indispensabile: potrebbero essere troppo piccole, potrebbero essere state compresse in modo aggressivo per alleggerirne il peso e - ultimo per ordine, non per importanza - potrebbero essere coperte da licenze che non ne consentono l’uso.

La soluzione? Usate immagini e icone scaricate da siti specializzati.
I siti che vendono foto di stock e quelli che offrono risorse gratuite - come Pixabay, Pexels e Unsplash- vi permetteranno di scaricare immagini grandi e definite.

Partire da grandi dimensioni è importante quando si lavora con le risorse raster (es: jpg, png e gif), perché queste immagini non possono essere ingrandite oltre il 100% della dimensione originale, pena l’effetto “sgranato” che sfigurerebbe anche nella migliore delle slides.
Dunque quando avete a che fare con fotografie (o con illustrazioni raster) partite sempre dalla versione più grande che potete procurarvi e scalatela per portarle alla taglia desiderata. Non dimenticate di conservare le proporzioni appropriate durante tutte le operazioni di ridimensionamento: di norma, basta tenere premuto shift durante la trasformazione per farlo.

Conclusione (TLDR;)

In sintesi, i nostri consigli per trattare l’aspetto estetico delle slides seguono da vicino le stesse linee guida che raccomandiamo di tenere a mente per progettarne i contenuti testuali:

  1. La qualità dei contenuti è più importante della loro quantità.
  2. La chiarezza e l’immediatezza di una slide è direttamente proporzionale alla sua utilità.

Con questo articolo abbiamo cercato di tradurre questi principi in suggerimenti pratici sull’uso degli elementi visivi.
Soprattutto però, speriamo che leggerlo vi abbia fornito uno spunto per ripensare al modo in cui progettate le vostre presentazioni. Non per capire se lo fate nel “modo giusto” o nel “modo sbagliato”, ma per dedicare tempo alla valorizzazione delle vostre idee e per concentrarvi sugli obiettivi che volete raggiungere nel momento in cui le comunicate agli altri.

Progettare una buona presentazione e preparare i materiali a supporto è un’attività impegnativa; alcuni dei partecipanti ai nostri corsi di Public Speaking e Presentazione Efficace ci hanno raccontato di viverla come un’esperienza stressante: sappiamo che può esserlo.
Tuttavia ogni presentazione - tenuta di fronte a una platea più o meno vasta, in un’occasione più o meno formale - è sempre un’opportunità. Un’opportunità per trasmettere le nostre conoscenze, per far valere le nostre idee, per vendere i nostri prodotti/servizi, per proporre soluzioni in cui crediamo e per esprimere la nostra prospettiva sul lavoro che facciamo. Per questo vale la pena di dedicare tempo a riflettere su cosa presenteremo e su come lo presenteremo, a formarci per farlo sempre meglio, in modo sempre più efficiente, produttivo e gratificante.